Decalogo del corretto mantenimento del cincillà

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                                              Il cincillà come animale da compagnia

Il decalogo del corretto mantenimento

Alloggio
1. Gabbia
Il cincillà è un animale molto attivo, che ama soprattutto saltare, perciò necessita di una gabbia a
sviluppo verticale. Le dimensioni minime per un alloggio confortevole sono 50x60x100 cm. Lo
spazio interno dovrà essere opportunamente arredato con ripiani, scalette, ponti sospesi, amache
e quant’altro si ritiene per rendere l’ambiente a misura di cincillà. Meglio una gabbia un po’ più
piccola, ma ben distribuita all’interno, in modo da creare vari percorsi di gioco, piuttosto che
un’enorme gabbia magari con solo un paio di ripiani.
La casetta, dove andrà a riposarsi durante le ore diurne, dovrà essere posizionata nella parte più
alta della gabbia, in quanto il cincillà è un animale preda e istintivamente cerca riparo nelle zone
più alte, che gli danno maggiore sicurezza.
Molte gabbia presentano una griglia di fondo che può risultare pericolosa per le delicate zampette
dei cincillà. Meglio toglierla o rivestirla col polionda, per rendere la superficie più soffice e
uniforme.
Se si decide di costruirsi la gabbia da soli, sono da evitare i legni resinosi, comunque è sempre
meglio rivestire il legno, utilizzando il polionda e profilati metallici per i bordi, per rendere la
struttura più duratura e facilmente lavabile.
La lettiera più comunemente usata è la segatura di legni non resinosi, non profumata.
Si può usare anche il tutolo di mais e il pellet di legno o paglia, ma essendo più duri, possono
irritare le zampe del cincillà, quindi è meglio ricoprire con uno strato di segatura. Mai utilizzare
lettiere per gatti, perché sono nocive.
L’igiene della gabbia è indispensabile; ripiani ed il fondo vanno lavati a fondo e disinfettati con
l’amuchina almeno una volta a settimana.

2. Ambiente circostante

I cincillà sono animali notturni, quindi si devono lasciare tranquilli fino al tardo pomeriggio, per
questo è consigliabile porre la gabbia in un ambiente non troppo rumoroso. La stanza dovrà essere
fresca, ma non umida, luminosa, ma la gabbia non dovrà essere esposta alla luce diretta del sole e
alle correnti d’aria. Durante il periodo caldo, si dovrà tenere sotto controllo la temperatura. Fino a
26 gradi si è in una condizione di confort, oltre si è in pericolo colpo di calore, che può risultare
fatale.
Alimentazione
L’alimentazione è l’aspetto fondamentale per il mantenimento del cincillà in buona salute.
Una dieta corretta deve prevedere la somministrazione quotidiana di un pellet di ottima qualità,
fieno profumato e croccante e acqua fresca, tutto il resto è da considerarsi come aggiunta, da
offrire in quantità limitate.

3. Fieno

Il cincillà è un animale strettamente erbivoro. Originario di zone aride e secche, ha sviluppato un
intestino in grado di digerire alimenti molto fibrosi e a ridotto contenuto d’acqua. Il fieno deve
rappresentare il 75% del totale pasto, per questo la qualità deve essere molto buona.
Un buon fieno deve essere profumato e privo di muffe, croccante e di colore variabile dal dorato al
verde pallido. L’umidità non deve essere superiore al 14%. Un fieno molto verde sarà più ricco di
proteine, calcio e vitamina C, un fieno giallo oro sarà più ricco di fibre e vitamina D.
I fieni che si possono offrire quotidianamente sono:
• Fleolo, o Timothy, è un fieno di graminacea. Il primo taglio è molto fibroso, mentre il
secondo taglio è più tenero e ricco di proteine. Il secondo taglio, come il fieno di montagna
o l’Alpino, sono fieni idonei a coprire la dieta quotidiana di un cincillà adulto.
• Il fieno di avena, Oat Grass, è un’ottima aggiunta al fieno abituale. Il fieno viene raccolto
quando l’avena non è ancora matura, per cui le teste del seme contengono solo i gusci ed è
tutta fibra, ma conserva l’aroma dolce del frutto.
• Erba mazzolina, o Orchard Grass, è una graminacea. Da un punto di vista nutrizionale è
simile al Timothy, ma dall’aroma più fruttato.
• Alfa Alfa _ L’erba medica è una leguminosa dall’alto contenuto di proteine. Per la ricchezza
di calcio, è adatta a cuccioli fino ai sei mesi e femmine in gravidanza o allattamento. Ai
cincillà adulti può essere offerto una o due volte a settimana, in quanto, un’assunzione
frequente determina un apporto di acido ossalico che può favorire l’insorgenza di calcolosi
renale in soggetti predisposti.

4. Pellet

Esistono vari pellet per cincillà sul mercato, ma tutti i mangimi che contengono crocchette
colorate, cereali, semi e leccornie varie, sono assolutamente dannosi per la salute dell’animale.
Il cincillà utilizza le “manine” per portare alla bocca il cibo, quindi tende a selezionarlo, scartando
quello che meno lo convince. Se si offrono cibi con leccornie, lui sceglierà quelle e lascerà il resto,
come i bambini scartano le verdure, ma non le caramelle. Offrire alimenti misti, provocherà uno
squilibrio della dieta con conseguenti danni fisiologici.
La quantità giornaliera di pellet per un cincillà adulto è di circa 30 g e va somministrato
preferibilmente alla sera, momento in cui l’animale inizia la sua attività.
Ogni cambiamento di alimentazione deve essere graduale, al fine di evitare problemi intestinali. Il
passaggio ad un nuovo mangime deve essere fatto nell’arco di quattro settimane. La prima
settimana si mescolerà un quarto del nuovo mangime con tre quarti del vecchio. La seconda
settimana sarà metà e metà, la terza tre quarti del nuovo ed un quarto del vecchio e dalla quarta
settimana in poi si proseguirà col nuovo mangime.
È opportuno usare sempre lo stesso pellet, ma se si desidera variare un po’ la dieta, si può
aggiungerne massimo un quarto di un altro tipo, per esempio pellettato di erba medica.

5. Aggiunte

È buona regola creare un mix con un paio di varietà di fieno, magari aggiungendo anche qualche
erbetta essiccata. Il risultato, da un punto di vista nutrizionale, è più completo ed è anche più
gradito.
Le principali erbette, che possono essere offerte come integrazioni o aggiunte al fieno, sono:
• Tarassaco _ Ricco di vitamine, calcio e inulina. Può essere offerta tutta la pianta (radici,
foglie e fiori).
• Cardo mariano _ Ricco di fibre e stimolante dell’appetito.
• Ortica _ Depurativa e ricca di acido folico e ferro.
• Avena verde _ Ricca di fibre e proteine.
• Melissa _ Ha effetti calmanti e rilassanti a livello muscolare.
• Menta _ Utile per il fegato e la digestione.
• Arnoglossa _ (Plantagine) Ricchissima di vitamine e sali minerali. Leggermente astringente.
• Echinacea _ Rivitalizzante del sistema immunitario. Va somministrata al massimo una volta
a settimana.
• Foglie di betulla _ Ha proprietà diuretiche e depurative.
• Fiori di malva _ Ha proprietà emollienti, quindi va data con moderazione.
• Bacche di rosa canina _ Ricca di vitamina A. Ha potere astringente, quindi non più di una al
giorno.
• Calendula _ Digestiva, ma con poteri sonniferi quindi due-tre petali per volta.
• Fiori di camomilla _ Digestiva e rilassante.
• Basilico, rosmarino e prezzemolo _ Piccole quantità una volta a settimana massimo.
Esistono opinioni contrastanti a riguardo del prezzemolo. Ricco di vitamina C, ma anche di apiolo,
che provoca la contrazione della muscolatura liscia di intestino vescica e utero, per questo risulta
pericolosa la somministrazione a femmine in gravidanza.

6. Cibo fresco

Come già detto, l’intestino del cincillà è specializzato nella digestione di vegetali dall’alto
contenuto di fibre e basso contenuto d’acqua, per tanto, è consigliabile offrire solo saltuariamente
una piccola quantità di cibo fresco, come aggiunta premio.
Possono essere offerti in piccole quantità, e per piccole quantità s’intende un pezzettino o una
rondella di:
• radicchio rosso;
• finocchio;
• cicoria;
• carota (pochissima);
• trifoglio;
• zucchine;
• sedano.
Per quanto riguarda la frutta invece, bisogna tenere sotto controllo anche la quantità di zucchero.
Si possono offrire in piccole quantità:
• mela (anche con la buccia, ma attenzione ai semi, sono tossici) _ leggermente astringente;
• ananas (anche in forma di succo, ma senza zucchero aggiunto) _ emolliente, utile per
eliminare i boli di pelo dall’intestino;
• papaya _ emolliente;
• banana;
• fragola;
• mirtilli.
Tutti questi tipi di frutta possono essere offerti anche sotto forma secca, ma in tal caso le quantità
dovranno essere ulteriormente ridotte, perché il quantitativo di zucchero è superiore.
NON DEVONO MAI ESSERE OFFERTI:
• fichi, albicocche e pere, perché hanno effetti lassativi gravi;
• lattuga, per l’alto contenuto d’acqua causa fermentazione intestinale e coliche;
• patate (pianta e frutto), pomodoro, melanzane e peperone in quanto contengono la
solanina, un alcaloide glicosidico tossico anche in modeste quantità;
• aglio, cipolla e peperoncino piccante, provocano gravi effetti gastroenterici che possono
risultare fatali in quanto il cincillà è privo del riflesso del vomito;
• latte e latticini; a svezzamento concluso viene a mancare la lattasi e quindi il cincillà diventa
intollerante al lattosio, con conseguente pericolo di diarrea nel caso di assunzione di latte.
• Pasta, riso, pane e prodotti da forno;
• cioccolata, nutella e tutti i dolci in genere. Il cacao contiene la teobromina che causa
intossicazioni gravi. I sintomi di intossicazione sono eccitazione, abbassamento del battito
cardiaco, convulsioni e nei casi più gravi morte.
La frutta e verdura offerta deve essere lavata ed asciugata, inoltre deve essere a temperatura
ambiente. Mai offrire cibi umidi e freddi, una colica può essere fatale.
È possibile che alcuni cincillà non reagiscano bene all’assunzione di cibo fresco, per tanto si dovrà
fare attenzione e se si notano cambiamenti nella consistenza delle feci o altri malori, meglio
sospendere immediatamente.

7. Premietti

Il cincillà è un animale molto goloso e si lascia corrompere facilmente, quindi una tecnica adottata
per fare amicizia velocemente è quella di offrire qualche leccornia.
Bisogna fare attenzione a non esagerare perché le golosità può portare a problemi intestinali,
diabete e carie dentali.
Si possono offrire:
• mela _ fresca una mini fettina, secca un pezzettino. I semi sono tossici perché contengono
glicosidi cianogenetici;
• banana _ una rondella di banana secca è la dose di quindici giorni;
• carote essiccate _ un pezzettino. Fare attenzione perché ha una consistenza gommosa e ai
più ingordi può andare di traverso;
• noci, nocciole, pinoli _ piccole quantità una vola a settimana;
• uvetta _ massimo un paio a settimana, sono ipercaloriche e lassative;
• fiori secchi, erbette e rosa canina _ alcune ditte specializzate offrono delle confezioni con
miscele molto gradite ai nostri amici.

8. Legni da rosicchiare

I legni più comuni che si possono usare sono: melo, nocciolo, pioppo, betulla e salice.
I legni che NON devono essere lasciati rosicchiare sono:
• legni di conifera _ le sacche di resina sono tossiche
• legni di agrumi _ contengono il limonene, che è tossico
• legni di drupacee _ albicocco, pesco, ciliegio, susino, mandorlo ecc., contengono glicosidi
cianogenetici. I glicosidi cianogenetici sono una classe di sostanze vegetali costituita da una
parte zuccherina e da una porzione non zuccherina, detta aglicone, che per idrolisi
determinano la generazione di acido cianidrico. La tossicità è dovuta allo ione cianuro che
blocca la respirazione cellulare. La dose mortale per via orale è di circa 1-2 milligrammi per
chilogrammo di peso corporeo.
Se si desidera preparare da soli i legnetti, bisogna innanzi tutto fare attenzione all’albero da cui si
andranno a ricavare. Innanzitutto è essenziale scegliere alberi non sottoposti a trattamenti
antiparassitari e possibilmente lontani dalle strade. Non vanno mai offerti freschi, ma prima vanno
sbollentati in acqua pulita per un minuto, poi passati una trentina di secondi in microonde, per
eliminare le eventuali larve, ed infine lasciati essiccare, o in forno ventilato, ma a bassissima
temperatura, altrimenti diventeranno troppo secchi e bruciacchiati, oppure in luogo asciutto e
ventilato per qualche giorno.
Oltre ai legnetti, è buona regola lasciare a disposizione, soprattutto nel caso di femmine in
gravidanza o allattamento, la pietra minerale e l’osso di seppia.
Rapporto con l’uomo

9. Come interagire con lui

Il cincillà necessita di essere lasciato libero per almeno un’oretta al giorno. Essendo un animale
molto vivace ed un gran saltatore, si dovrà fare attenzione a dove lo si lascia libero. Ha la tendenza
di rosicchiare tutto, quindi è meglio far sparire tutti gli oggetti di pregio e a eliminare i pericoli,
come fili elettrici o materiali tossici, se ingeriti. Fare attenzione anche alle finestre e porte aperte,
può evadere e rischiare di farsi molto male. Si spaventa facilmente, soprattutto quando non ha
piena confidenza della casa e dei suoi abitanti, quindi è opportuno lasciare la porticina della gabbia
aperta, perché vi si possa rifugiare, oppure, se lo si lascia libero in un’altra stanza, lasciargli a
disposizione un trasportino o una scatola da usare come tana.
Se in casa sono presenti altri animali, esempio cani e gatti, accertarsi che questi non dimostrino
aggressività nei confronti del cincillà. Esistono casi di serena convivenza, ma tutto dipende dal
carattere degli animali, quindi meglio essere molto cauti.
Questo roditore ha l’aspetto tenero e soffice, un carattere mansueto e simpatico, per questo si ha
subito voglia di prenderlo in braccio e spupazzarlo di coccole; purtroppo non ama moltissimo
essere preso in braccio e coccolato. È socievole, ma come e quando vuole lui. Serve pazienza e
calma. Non lo si deve inseguire e spaventare, quando lo si vuole prendere, piuttosto lo si corrompe
con una leccornia e si lascia che sia lui a venirci in braccio. Una particolarità, legata alla pelliccia e
al carattere timido dell’animale, è il così detto fur slip, che consiste nel distacco di alcune ciocche
di peli per sfuggire all’assalitore. Questo particolare va tenuto presente quando si maneggia
l’animale, per tanto non va mai afferrato per il pelo.
Quando fa qualcosa che non dovrebbe fare, mai urlare e agitarsi, basta un “no!” secco e lui
imparerà. La cosa migliore da fare, per costruire un buon rapporto con lui, è considerarlo un
animale intelligente e sensibile.
Sono animali comunitari, per questo è sempre meglio averne almeno due. Se non si desiderano
cucciolate, è possibile la convivenza tra soggetti dello stesso sesso. Più semplice tra femmine,
fattibile tra maschi, purché non ci siano femmine nei paraggi che possono portare a litigi.
Un altro aspetto da tener presente, è che sono animali territoriali. Quando si decide di inserire un
nuovo esemplare, bisogna farlo con calma. La cosa migliore, sarebbe creare la coppia, o il
gruppetto di soggetti dello stesso sesso, da cuccioli, perché si accettano più facilmente. Nel caso di
inserimento in età adulta, l’operazione dovrà essere fatta con molta cautela e calma. Prima è
necessario un periodo di studio, affiancando due gabbie, scambiando parti di lettiera e sabbia,
perché inizino a conoscere i rispettivi odori, poi si procede a incontri in territorio neutrale. In
alcuni casi vanno d’accordo subito e può iniziare la convivenza, altri soggetti hanno bisogno di
molto tempo o addirittura non arrivano ad accettare mai il nuovo compagno.
Possono essere molto gelosi, anche del proprio proprietario, e assumere un atteggiamento
aggressivo che può sfociare in liti anche gr avi, quindi fare molta attenzione.
Salute e prevenzione
Il cincillà non necessita di vaccinazioni e libretto sanitario, ma è opportuno fare riferimento ad un
veterinario esperto di animali esotici e sottoporlo a visita di controllo ogni sei mesi.
Non è consigliata la convivenza con altre specie animali, soprattutto è da evitare la promiscuità tra
cincillà e altri roditori e uccelli.

10. Non deve mai mancare…

• Sabbia per il bagno
Per il mantenimento della pelliccia, è necessario che il cincillà possa fare almeno una volta al
giorno il bagno di sabbia. La sabbia deve essere di seppiolite, non deve assolutamente contenere
quarzo, che può causare lesioni alla pelle dell’animale.
Miscugli fatti in casa a base di cenere, talco, sabbie da edilizia, sono metodi antiquati e dannosi
alla salute dell’animale.
• Bilancia elettronica
Avendo una pelliccia molto folta, non si ha l’esatta percezione della conformazione fisica. L’unico
modo per tenerlo sotto controllo è di pesarlo spesso.
I cuccioli devono essere pesati ogni giorno per i primi quindici giorni, poi si passa ad una volta a
settimana. I cincillà adulti vanno pesati un paio di volte al mese.
La diminuzione costante di peso è indice di qualche problema fisico, quindi è meglio consultare
subito il veterinario.
Nel caso di femmine, monitorare il peso è utile a capire se è in atto una gravidanza e se tutto
procede al meglio. A tal proposito, si ricorda che la gestazione è di 111 giorni e che il numero di
cuccioli medi per parto è da 1 a 3. Mediamente l’incremento di peso, a fine gestazione, è di circa
100 g per cucciolo, quindi conoscendo il peso medio della mamma, si può capire quanti cuccioli
nasceranno.
• Freezerini
Come detto, il cincillà soffre moltissimo il caldo, tanto da rischiare la vita, in caso di colpo di calore.
In estate, oltre a tenere sotto controllo la temperatura della stanza dove è alloggiato, che al
massimo dovrebbe arrivare a 27-28°C, è buona regola creare degli angoli freschi all’interno della
gabbia. Si possono usare delle pirofile in vetro temperato, capovolgerle e all’interno mettere un
freezerino. Si crea così un piano di appoggio fresco, dove il cincillà potrà distendersi, se ne sentirà
il bisogno. È possibile utilizzare anche bottiglie d’acqua ghiacciata, ma allora dovranno essere
avvolte in tessuto, per assorbire l’umidità di condensa.
Piccoli rimedi che si possono adottare in caso di lievi disturbi sono:
• Aceto di mele _ Disinfettante intestinale, aiuta a ripristinare la flora batterica.
Nel caso di cacchine molli, aggiungere un cucchiaino da caffè ogni 100 ml d’acqua del beverino.
Cambiare l’acqua ogni giorno e continuare il trattamento finché le feci ritornano normali.
• Prugna secca _ Nel caso di cacchine piccole e secche, evitare di dare più cose, meglio limitarsi ad
offrire qualche pezzettino di prugna e vedere se il transito si normalizza.
• Pomata all’arnica _ Ideale in caso di pelle secca e screpolata nelle zampine posteriori.
• Critical care _ Soprattutto per chi ha più di un cincillà, meglio tenerne una confezione di scorta,
nel caso sia necessario alimentare l’animale manualmente.
• Canivita multivitaminico _ Integratore di vitamine utile per animali un po’ debilitati e stressati,
anche durante la muta della pelliccia. Dovrebbe essere somministrato con la siringa, ma è possibile
aggiungere qualche goccia all’acqua del bererino (3 gocce ogni 100 ml) e somministrarlo per tre
giorni.
• Ribes pet _ Pomata omeopatica ideale nel caso di pelle secca e priva di pelo, anche a causa di
micosi.
In questa breve relazione, sono state riportate le informazioni essenziali su cui si basa il personale
metodo di mantenimento dei cincillà. Ognuno è libero di adottare il proprio, ma ogni
cambiamento deve essere graduale, per la salvaguardia della salute dell’animale.

Associazione Italiana Cincillà

Associazione Italiana Cincillà

L’AIC è stata la prima associazione per il cincillà nella storia d’Italia. Finalmente con l’aiuto di nuovi soci iscritti e volontari faremo tanto a favore dei cincillà.
Associazione Italiana Cincillà

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