HISTORIA MAGISTRA VITAE

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La storia è maestra di vita: questo assunto non vale solo per panorami mondiali e prospettive storiche ma è alla base della nostra esperienza quotidiana. Questo articolo nasce dall’idea che dalle storie e dalle esperienze di ognuno di noi ci sia da imparare qualcosa e vorrei che fosse il primo di una lunga serie. Quando ho pensato a questa possibilità non potevo che pensare a lui, Dante. Già il nome porta in sé qualcosa di significativo e rivelatore che stuzzica un po’ l’immaginazione, come se fosse quasi un predestinato. A lui ho pensato non solo perché spesso ho ricevuto foto che mi ci hanno fatto affezionare e mi hanno permesso di condividere bei momenti ma anche perché il suo proprietario rappresenta un perfetto esempio di “ Virgilio”( scusate la citazione ma non potevo risparmiarvela).Nicholas, questo è il suo nome, ha rappresentato al meglio il ruolo di guida per Dante: da subito si è informato al meglio e non ha esitato col tempo a tenersi in contatto con chi poteva essere più esperto di lui. Ci tenevo che fosse lui per primo ,quindi, a raccontarci la sua esperienza. Premetto che molte delle storie che verranno raccontate non avranno un lieto fine ma non è questo che ora vogliamo ricordare ; quello che vogliamo fare è dare un senso a qualcosa che può sembrare ed è molto triste per alcuni di noi ma che sarà utilissimo per altri.

Qui di seguito una breve ma dettagliata intervista a Nicholas. Per facilitare la comprensione è doveroso anticipare che purtroppo Dante il novembre scorso ha avuto gravi problemi di salute.

-Ciao Nicholas, ti posso chiedere di Dante? Raccontaci qualcosa di lui: come ti sei avvicinato al mondo dei cincillà?

Ciao, innanzitutto ci tengo a dire che è un piacere per me raccontare la storia di Dante, soprattutto sperando che possa essere d’aiuto ad altre persone.
Al mondo dei cincillà mi ci sono avvicinato quasi per caso: è stata la mia ragazza Beatrice, infatti, la prima ad avermi parlato di questi bellissimi animali. Abbiamo deciso di documentarci un po’ prima di tutto, capitando sul sito de La Plata, dove ci siamo iscritti e abbiamo passato giorni interi a leggere le storie e i consigli degli utenti nel forum. Un giorno, finalmente convinti, abbiamo sfogliato il catalogo online del sito e l’abbiamo visto subito: una specie di colpo di fulmine. Abbiamo così contattato l’allevatore, gentilissimo e disponibilissimo nell’accompagnare il cincillà direttamente a casa mia e nel fornirmi istruzioni base e cibo sufficiente per qualche tempo. Da qui è nata la nostra “avventura”.

– Come era la sua vita con voi? Come lo gestivate? (cibo,alloggio,bagno di sabbia…)

Fin da subito ci siamo attrezzati al meglio per accogliere Dante: abbiamo comprato una gabbia alta, a più piani, così che potesse correre e scorrazzare liberamente, e anche qualche accessorio, come una ruota, una casetta di legno e una specie di amaca dove amava dormire specialmente d’estate. La gabbia si trovava in una stanza tutta sua, adiacente alla mia, e gliela pulivamo almeno una volta alla settimana. Per quanto riguarda il cibo, eravamo il più regolari possibili: tutte le sere intorno alle 18, escludendo qualche occasionale snack durante la giornata. Sulla qualità e la tipologia del cibo ci terrei a parlarne dopo, dato che abbiamo avuto qualche problemino proprio al riguardo. I bagni di sabbia, invece, cercavamo di farglieli fare 2 o 3 volte alla settimana, dato che li adorava. Inoltre, di sera, lo facevamo uscire dalla gabbia, facendolo un po’ giocare con noi.

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– Avete mai avuto problemi prima del novembre scorso? Se sì come li avete risolti?

Sì, abbiamo avuto un piccolo problemino prima del novembre scorso e, come ho anticipato in precedenza, riguardava il cibo. Un giorno, infatti, ci siamo accorti che il piccolo Dante era molto spento, stava sempre chiuso in casa e faticava a mangiare. Il vero allarme, tuttavia, erano le feci: poche e di una consistenza molle, non dure come al solito. La prima cosa che ho fatto appena me ne sono accorto è stata quella di contattare l’allevatore per chiedergli consiglio. Abbiamo presto scoperto che il colpevole era il cibo: utilizzavamo infatti alcuni mangimi comprati in un negozio di animali (i quali, sebbene fossero pubblicizzati come adatti ai cincillà, erano nocivi) e non integravamo abbastanza fieno nella sua dieta. Consiglio importantissimo: fate incredibilmente attenzione al cibo. Comprate dei pellet e del fieno, la base di una dieta perfetta per i cincillà, e documentatevi sulle marche migliori e non nocive. Dopo un paio di giorni di “dieta ferrea” a base di pellet, fieno e acqua, Dante è tornato vispo e in salute.

– Quali sono stati i primi segnali di malessere che avete notato? Come vi siete mossi?

I primi segnali di malessere per quanto riguarda il novembre scorso sono stati nuovamente i comportamenti di Dante: si notava, infatti, quando non era in forma, dato che non saltava più, non correva sulla ruota e si fermava in un angolo della gabbia. Non so neanche bene come, ma abbiamo intuito immediatamente che il problema era che faticava ad urinare e dopo averlo osservato per qualche ora, ne eravamo certi. Ancora una volta ho fatto affidamento sull’allevatore di Dante, ormai un punto fermo per me (e che ringrazio per tutto quanto), con cui mi sono confrontato. La causa di questo comportamento poteva essere dovuta ad un anello di pelo formatosi attorno al pene. Armati, quindi, di tanta pazienza (Dante soprattutto, poverino), lo abbiamo rimosso. Abbiamo deciso di aspettare il giorno successivo, ma du miglioramenti neanche l’ombra. Un po’ preoccupati, ci siamo recati alla clinica veterinaria Modena Sud, specializzata in animali esotici.

– Puoi raccontarci come si sono poi sviluppati gli eventi?

Gli eventi successivi sono stati incredibilmente rapidi. Quello che era nato come un “problema risolvibile” si è presto trasformato in un qualcosa di decisamente più grave: il dottor Giordano Nardini (che ci tengo a ringraziare per tutto quello che ha fatto), dopo averlo visitato, ha notato come un indurimento nel ventre dell’animale. Abbiamo deciso di fargli una lastra per capirne la causa e la diagnosi era la presenza di un calcolo proprio all’inizio dell’uretra, il quale la ostruiva ed impediva a Dante di urinare.
Il dottore ha tentato tutte le opzioni possibili, fino a prendere la decisione di operarlo d’urgenza. L’operazione è durata un paio di orette, al termine delle quali, verso sera, ci hanno permesso di vedere Dante, tenuto al caldo in incubatrice. Era vivo, ma Nardini ha voluto essere chiaro fin da subito: non sapeva se sarebbe riuscito a passare la notte.
Il giorno dopo, intorno a mezzogiorno, ci chiamano dalla clinica e scopriamo che il nostro cincillà è ancora vivo: ha addirittura mangiato, bevuto e anche urinato un pochino. Il dottore era sorpreso, io no: ho sempre saputo che Dante era un lottatore. E infatti so che ha lottato fino alla fine, ma purtroppo non ce l’ha fatta. Lo stesso giorno, di sera, ci hanno telefonato dicendoci questa volta che era morto.

Dante per me, per noi, per tutta la mia famiglia, è stato un compagno di avventure, di giochi e di risate.
Abbiamo davvero fatto tutto il possibile, ma purtroppo non è bastato. Il mio consiglio dopo questa esperienza è di tenere d’occhio il vostro cincillà e capirne le abitudini, perché anche un minimo accenno di cambiamento nel comportamento può significare qualcosa.

Questa è una perfetta testimonianza di quanto nulla vada preso alla leggera. Non che Nicholas lo abbia fatto, tutt’altro , ma non sempre basta. I calcoli uretrali di per sé nel cincillà sono un’evenienza abbastanza rara rispetto ad altri piccoli mammiferi domestici, tuttavia la gravità della prognosi rende questa patologia una vera e propria emergenza. Le cause sono davvero molteplici e non spetta a noi stabilirle in questa sede. Quello che possiamo dire è che possiamo ridurre al minimo i fattori di rischio: QUALI SONO?

  • INADEGUATA ASSUNZIONE DI ACQUA: sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Evitate di somministrare acque del rubinetto se troppo dure e ricordatevi di cambiare l’acqua ogni giorno affinchè il cincillà sia invogliato a bere.
  • RITENZIONE URINARIA: favorisce la formazione di calcoli. Controllate con cadenza fissa il pene del vostro cincillà ed eviterete ostruzioni dovute ad anelli di pelo (fur rings). Anche la mancanza di esercizio può favorire la ritenzione urinaria perciò fate attenzione anche ad artriti e pododermatiti oltre che all’obesità (alla base di molte patologie).
  • ALIMENTAZIONE INADEGUATA: non esagerate con integrazioni a base di vitamine e minerali (calcio) e soprattutto non datele se non necessarie (il vostro mangime dovrebbe già essere bilanciato a dovere). Evitate anche diete esclusivamente a base di erba medica soprattutto per i soggetti adulti “a riposo”(non riproduttori).

Questo è quello che possiamo fare per prevenire. Oltre a questo non ci rimane che imparare ad osservare il nostro cincillà. E’ molto utile notare il verso che il cincillà fa nel primo video : difficilmente un cincillà in salute farà questo verso quando lo toccate se tra voi c’è confidenza. Nel secondo video, invece, lo vediamo in preda ad una colica: questa può essere dovuta a molte cause che vanno immediatamente indagate da un veterinario. Non per ultima l’immagine che ritrae Dante sofferente vicino alla ciotola: appare apatico se non addirittura depresso e anche la posizione orizzontale delle orecchie può essere un segnale d’allarme così come il tono muscolare della coda che dovrebbe essere normalmente eretta o adesa al corpo e non a penzoloni o distesa. Questi sono tutti sintomi molto generali ma se imparerete a riconoscerli potrete salvare la vita al vostro cincillà.

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Colgo l’occasione per salutare Dante con questa foto che lo ritrae in un momento felice e sereno che rappresenta sicuramente al meglio quella che è stata la sua esistenza con la sua famiglia.

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Un ringraziamento particolare a Nicholas, alla sua famiglia tutta, e alla già citata Beatrice (quale nome poteva essere più azzeccato……)

Emanuele Moggia

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