LA STORIA DI BILLO

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12009652_10206229104700305_6216244763817954621_nINTERVISTA DI EMANUELE MOGGIA A SERENA CAVAZZA

Quanto vive un cincillà?  billo

E’ forse una delle domande più frequenti che mi son sentito porre in tanti anni che ho il piacere di avere a che fare con loro. Ed altrettanto scontata è la successiva reazione dei curiosi : “Ma davvero? Così tanti?”

Ebbene sì, quello che si prospetta con i nostri amici è un lungo futuro e ci tengo a ricordare, a rischio di sembrare ridondante, che la scelta di acquistare un cincillà non è assolutamente da prendere alla leggera.

Oggi, a tal proposito, abbiamo voluto raccogliere la preziosa testimonianza di Serena che ci racconta la sua storia con Billo. Molti di voi avranno già appreso probabilmente da vari  gruppi social che Billo è venuto a mancare la notte tra il 7 e l’8 maggio di quest’anno. Billo era noto a tutto il mondo cincillofilo italiano per la sua veneranda età e i suoi quasi 24 anni sono probabilmente un record che rende orgogliosi tutti noi.

Questa intervista, tuttavia, nasce dal desiderio di dar luce a questa notizia non solo come un guinness da sfoggiare ma soprattutto come una bella storia da raccontare. Perché Billo e Serena, in questo senso, rappresentano un po’ la “storia”: la storia di come il mondo dei cincillà sia nato, di come sia cresciuto e di come puo’ ancora crescere.  Volete sapere come? Serena e Billo lo hanno fatto INSIEME. Voi?

Ringraziando Serena per averci dedicato tanto prezioso tempo per l’intervista, g odiamoci insieme questa bella storia.

 

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-Ciao Serena, hai voglia di raccontarci come è iniziata la tua esperienza con Billo? Come ti sei avvicinata, in generale, al mondo dei cincillà?

La mia esperienza coi cincillà ha inizio dal giorno della mia nascita. mia mamma infatti aveva ricevuto in regalo da mio padre un piccolo cincillà ancora prima che io nascessi. Purtroppo per una serie di sfortune è morto che io ero piccolissima e non ho ricordi di lui.

Passiamo a Billo. Nel lontano 1992, quando avevo 4 anni, mi trovavo con la mia famiglia ad una festa di paese e il mio sguardo finì dritto su di una gabbia dove due splendidi topoloni grigi saltellavano e correvano. In quel momento non ero più attratta da palloncini, giostre e giocattoli…io volevo loro!!! E fu così che Billo venne a casa con me, insieme a Jensen, il suo papà, morto qualche anno dopo…da quel momento iniziò la nostra lunga e meravigliosa convivenza!

 

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-Visto che Billo ne è l’emblema: quali sono state le tue fonti di informazione per una corretta gestione? Cosa consiglieresti di fare ad un neofita che si avvicina al mondo dei cincillà e vuole informarsi?

Sarò molto onesta: nel 1992 il cincillà era un animale totalmente sconosciuto, quando lo nominavo nessuno sapeva di cosa si trattasse e di conseguenza era molto difficile conoscere la vera gestione di questo splendido animale.

Per molti anni infatti non abbiamo potuto fare riferimento a un veterinario esperto in esotici perchè qui in zona non ce n’erano e i veterinari “generici” potevano limitarsi ad auscultarne il cuore e i polmoni quando invece le necessità di un roditore sono tante e ben diverse.

Oggi grazie al cielo i cincillà stanno diventando molto più conosciuti e vi sono parecchi veterinari che hanno le giuste competenze per occuparsi del loro benessere.

Chi vuole acquistare o adottare un cincillà deve innanzitutto informarsi circa le sue abitudini in generale.

E’ importantissimo documentarsi sul tipo di alimentazione da seguire affinchè non si presentino problematiche intestinali e dentali, pericolosissime per questi animaletti, bisogna conoscere le esigenze ambientali ottimali (clima, gabbia, spazi ecc…), è fondamentale conoscere il carattere del cincillà, ricordarsi che è un animale prevalentemente notturno e che, specialmente all’inizio, la conoscenza potrebbe essere un po’ difficile poichè si tratta di una preda e il rapporto di fiducia, spesso, richiede parecchio tempo prima di instaurarsi.  

 

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-Parlaci della sua casa: dove viveva? Come era la sua gabbia? Stava libero in casa con voi? Ti sentiresti di dare dei consigli in merito all’argomento “alloggio”?

Quando Billo e Jensen arrivarono a casa mia, la loro era una gabbia sviluppata in lunghezza e non in altezza. Dopo poco tempo trovammo una soluzione migliore, molto più sviluppata in altezza, dove loro potevano saltare utilizzando uno spazio abbastanza ampio.

Oggi sappiamo che “l’ora di libertà” è importante per il cincillà, ma purtroppo, negli anni ’90, questa esigenza non era molto nota e Billo non usciva spesso dalla gabbia. Col tempo, conoscendo il mio Billo caratterialmente ed avendo ottenuto un rapporto di fiducia soddisfacente, ho iniziato a liberarlo molto più spesso e vederlo correre come un fulmine era davvero una gioia!

L’alloggio perfetto probabilmente non esiste, perchè ogni cincillà, può gradire o meno la disposizione della propria casetta ma, secondo il mio modesto parere, credo che vi siano alcuni elementi fondamentali:

– come già riportato sopra, gabbia sviluppata in altezza,

– ripiani (in plastica o legno) posti su diversi livelli di altezza,

– scalette colleganti i ripiani (per agevolare la salita e la discesa ed evitare cadute pericolose),

– ripari (cuccette, tunnel, casette…) dove loro possano sentirsi al sicuro ogni qualvolta percepiscano un pericolo,

– angoliera con pellet: non tutti i cincillà si abituano subito a fare i loro bisogni nell’angoliera…ma fare un tentativo non nuoce mai 😉

– pietra o legnetti grezzi da sgranocchiare per favorire il consumo dei denti,

– amaca (le mie piccole canaglie non possono farne a meno!)

– acqua fresca e fieno a volontà!!!

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– Immagino che in 23 anni tu abbia avuto modo di confrontarti con diversi tipi di alimentazione: hai voglia di raccontarci le preferenze di Billo? Hai trovato una formula che tu definiresti “vincente”?

Come si può ben immaginare, negli anni ’90 non si sapeva molto delle necessità alimentari del cincillà.

La fortuna e la genetica ci sono venute sicuramente incontro poichè per i primi anni di vita, Billo si è nutrito di vere e proprie schifezze. Si trovavano in vendita solo quei mix colorati e pieni di semi, terribili dal punto di vista alimentare. spesso integravo con frutta fresca di cui andava molto ghiotto!

Anche su internet le informazioni erano davvero pochissime e diciamo che si cercava di dargli ciò che gli piaceva (errore da evitare assolutamente!!!). A volte Billo mangiava anche pezzetti di biscotto o uvetta.

Col passare del tempo poi, abbiamo trovato una veterinaria esperta in esotici che ha corretto gradualmente l’alimentazione di Billo che all’inizio non ha gradito molto il cambiamento.   billo-x-ci

Abbiamo iniziato innanzitutto ad eliminare i prodotti da forno quali biscotti o cereali (che assumeva raramente, ma comunque erano un’abitudine da eliminare totalmente perchè molto nociva), preferendo pezzetti di frutta secca come banana, fragole, rosa canina da somministrare in quantità limitate al massimo una volta a settimana come “premietto”.

I mix di semi sono stati lentamente (e con fatica) sostituiti dal pellet, ho continuato a dare a Billo piccoli pezzi di frutta fresca a giorni alterni, ma so che molti cincillà non la gradiscono, ho integrato erbette e fiori vari essiccati e una volta a settimana gli somministravo circa 2/3 cc di succo di ananas per agevolare il transito intestinale ed evitare la formazione di boli di pelo nell’intestino.

Questo era il modello alimentare che Billo seguiva, ma come noi esseri umani, anche i cincillà hanno gusti diversi.

E’ essenziale ricordarsi che comunque abbiamo a che fare con un animale strettamente erbivoro e che le problematiche a livello intestinale sono molto pericolose per la loro sopravvivenza, quindi l’alimentazione è uno dei punti fondamentali affinchè il nostro cincillà viva in buona salute.

 

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– Billo ha mai avuto esperienze di convivenza con altri cincillà? Hai avuto difficoltà a riguardo?

Come ho già detto, Billo per i primi anni di vita ha vissuto con Jensen, il suo papà. Pochi anni dopo ci ha lasciati, probabilmente a causa di un colpo di calore.

Da quel giorno Billo è rimasto solo per molto tempo. avevamo messo all’interno della sua gabbia un polipo di peluche a cui lui si accoccolava ogni volta che dormiva, era davvero di una dolcezza infinita!!

Nel 2007, abbiamo adottato Rosy, una splendida cincillà che ha tenuto compagnia a Billo per circa 2 anni e mezzo. Inizialmente avevamo un po’ timore perchè dopo tanti anni si ritrovava a convivere con un altro esemplare della sua specie e non sapevamo bene come sarebbe andato l’inserimento. Tutto andò alla grande e in poche settimane Billo e Rosy si trovarono a vivere sotto lo stesso tetto senza alcun problema! La piccola, colpita dalla maledetta malocclusione dentale, purtroppo se ne andò durante un intervento di limatura.

Successivamente, non volemmo più lasciare Billo da solo e adottammo Natalie, una vera e propria peste che però si affezionò subito a Billo. anche lei, col tempo necessitò di limare i dentini, l’intervento andò molto bene, ma fece molta fatica a svegliarsi dall’anestesia e quando sembrava che si fosse ripresa, improvvisamente ebbe un crollo e morì lasciandoci senza parole. Fu un momento davvero duro e anche Billo sembrava accusare il colpo.  billino

Nel 2012 arrivarono altre due piccoline, le compagne che lo hanno accompagnato e coccolato fino all’ultimo giorno della sua vita: Sissi e Jenny…nel 2013 la famiglia si allargò con l’arrivo di Milly che però, purtroppo, non siamo mai riusciti ad inserire e ancora oggi vive da sola.

Billo ha sempre avuto un carattere molto docile e non abbiamo mai riscontrato alcun tipo di problema nella convivenza con altri esemplari…tutti gli hanno sempre voluto molto bene!!!

 

 

 

-Vuoi condividere con noi una sua giornata-tipo? Penso che aiuterebbe molto i lettori a cogliere il rapporto quotidiano che si viene a instaurare con questi splendidi animali.

Sappiamo che il cincillà è un animale prevalentemente notturno. Durante le ore diurne Billo non era molto attivo.

La mattina quando io passavo davanti alla sua gabbia per andare al lavoro, era di routine che lui si aggrappasse alle sbarre con le zampette perchè sapeva che io, prima di uscire, gli avrei dato un fiore di camomilla. Era un’abitudine che ormai conosceva molto bene.  13178814_10207755968030934_4083326104391700504_n

Generalmente al mio ritorno a casa, intorno alle 14, lui mi sentiva tornare ed approfittava per porgermi la testa in cerca di coccole e grattini che naturalmente non gli venivano mai negati!

La sua “ora d’aria” era quasi sempre di sera, quando lo liberavo in corridoio insieme alle sue coinquiline. Devo dire che nonostante l’età, Billo riusciva a correre, anche se con andatura un po’ più goffa, e a fare delle belle capriole durante il bagnetto di sabbia!

Di solito il momento in cui lo vedevo mangiare di più erano le ore serali ed era anche il momento in cui iniziava ad aumentare il suo livello di reattività.

 

 

-Ha mai avuto problemi di salute Billo? A chi ti affidavi in questi casi? Come si sono risolti?

In questi quasi 24 anni di vita, per fortuna Billo non ha mai avuto grossi problemi di salute. 1235297_10201355659907231_1395176438_n

Circa all’età di 12 anni, una sera mi accorsi che trascinava le zampette posteriori, come se fossero paralizzate. Era letargico e irriconoscibile. Lo portai di corsa dal veterinario che riscontrò un’occlusione intestinale. A quel punto gli somministrò un po’ di liquidi per via sottocutanea e ci diede una terapia da fare a casa. Nel giro di pochi giorni Billo tornò vitale come sempre!

Negli ultimi anni era diventato cieco e i movimenti erano diventati un po’ più lenti a causa dell’avanzare dell’età, ma questo non gli impediva di muoversi, saltare e arrampicarsi negli ambienti a lui conosciuti, infatti è rimasto attivo fino alla fine.

Circa un anno fa mi accorsi che aveva una specie di “palla” nella regione sotto-mandibolare. chiamai immediatamente la veterinaria che venne a visitarlo. Si trattava di un ascesso che fu inciso, in seguito fece una cura antibiotica che gli permise di guarire perfettamente dall’infezione. Dopo poco tempo, nonostante l’ascesso non ci fosse più, rimaneva una piccola pallina, sempre sulla mandibola. verosimilmente si trattava di un piccolo tumore, ma nè io nè la veterinaria decidemmo di fare indagini diagnostiche di approfondimento. Billo stava bene e si alimentava normalmente, mi sembrava inutile torturarlo per fare una diagnosi alla sua età.

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– Come è andato il suo ultimo giorno? Hai voglia di raccontarlo?

Il suo ultimo giorno è perfettamente impresso nella mia mente.

Era sabato 7 maggio, una giornata come un’altra. Tornando dal lavoro, lui era lì come sempre ad aspettare le mie attenzioni, tutto regolare.  25112012082

Nel tardo pomeriggio io andai allo stadio con mio padre e al mio ritorno mia madre mi disse di controllare Billo ed eventualmente contattare la nostra veterinaria di fiducia perchè lo vedeva un po’ abbattuto.

Lo presi fuori dalla gabbia, faticava a camminare ed era poco reattivo, mi accorsi subito che la situazione non era buona e a mezzanotte corsi alla nostra clinica veterinaria di fiducia, aperta 24 ore al giorno, dove trovai una dottoressa che lo visitò. Cuore e polmoni erano a posto, non c’erano segni di occlusione intestinale, ma era in ipotermia e un po’ disidratato.

301655_2365824298782_1307497240_nMi chiese se volevo ricoverarlo per la notte o se avessi preferito aspettare l’indomani mattina quando sarebbe arrivata la nostra veterinaria esperta in esotici. Chiaramente decisi di portare Billo a casa, lo misi in un trasportino appoggiato alla borsa dell’acqua calda e ben coperto, affinchè la temperatura corporea potesse salire. Lo osservavo e mi rendevo conto che erano le ultime ore che avrei trascorso insieme al mio compagno di tutta una vita.

Quella notte dormii sul divano vicino al tavolo dove avevo appoggiato il trasportino. Puntai la sveglia ogni mezz’ora per poterlo controllare. Mi addormentai alle 2, e alla sveglia delle 4 Billo non c’era più.

Perderlo è stato un dolore inimmaginabile, consideravo B64995_10201152675112738_1068914866_nillo il fratellino minore che non ho mai avuto. Ci siamo visti crescere a vicenda e io so di aver fatto tutto ciò che dovevo per rendere la sua lunghissima vita come la migliore che lui potesse desiderare.

Alcuni forse troveranno macabro il fatto che billo sia stato cremato e io conservo le sue ceneri in una piccola scatoletta di legno.

E’ un modo per averlo sempre qui con me.

 

– Vuoi lasciare un messaggio finale o un consiglio speciale ai lettori?

Il consiglio che vorrei dare è forse un po’ scontato, ma credo sia davvero importante.

Un animale non è un giocattolo. Prima di prenderne uno bisogna chiedersi se davvero si è pronti a volerlo accudire, nel bene e nel male.

E’ fondamentale informarsi e documentarsi per potergli dare tutto ciò di cui hanno bisogno.

164690_10200205420551966_1239848705_nNello specifico, il cincillà non è un animaletto da tenere in gabbia, per bellezza. bisogna prendersi cura di lui e delle sue esigenze a 360 gradi e ricordarsi che, anche se non è un cagnolino da portare a passeggio, necessita di amore e attenzioni, di tempo e di spazio.

Amate il vostro cincillà in tutte le sue sfumature, lasciatelo stare quando non vuole giocare, non forzatelo quando non vuole stare in braccio, coccolatelo quando con quel musetto dolcissimo si avvicina alla gabbia in cerca di attenzioni. Con amore, tempo e pazienza verrà a crearsi un legame forte e incredibilmente bello tra voi e il vostro piccolo amico a quattro zampe!  40196_1480889775972_2108786_n

Ringraziamo l’entusiasmo con il quale Serena ha accolto questa iniziativa e la preziosità delle sue parole.

E.M.

Associazione Italiana Cincillà

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L’AIC è stata la prima associazione per il cincillà nella storia d’Italia. Finalmente con l’aiuto di nuovi soci iscritti e volontari faremo tanto a favore dei cincillà.
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