Conosciamo Mariangela Berti e la sua Conigli&Co

Questo è un articolo della Gazzetta del Cincillà un mezzo di informazione distribuito gratuitamente esclusivamente ai Soci dell’Associazione Italiana Cincillà.

Lo abbiam voluto riportare pubblicamente per far capire quanto fa l’organizzazione privata Conigli&Co e quali sono i numeri dei recuperi annuali dei vari tipi di roditori, cincillà compresi! Buona lettura!

Abbiamo rivolto delle domande a Mariangela Berti, per capire in cosa consiste il suo lavoro di volontariato!

Redazione: Quando e perché o per quale causa o episodio è iniziato il tuo lavoro di volontaria pro animali abbandonati?

Mariangela: Ho sempre amato gli animali e la scelta di occuparmi in modo concreto di quelli meno fortunati l’ho fatta circa 10 anni fa (ndr. nel 2009). Ho iniziato dando disponibilità ad ospitare presso la mia abitazione dei gatti di un gattile della mia zona.

Gatti problematici che necessitavano di attenzioni particolari per poterli abituare al contatto e ad essere inseriti in una famiglia. Da lì l’impegno si è esteso ad animali meno tutelati….animali che purtroppo molto spesso vengono abbandonati o ceduti per i più svariati motivi, coniglia, cavie, criceti, cincillà….chiunque abbia bisogno di aiuto, si cerca di darglielo.

Redazione: Quali sono gli animali che recuperate principalmente? Con quali mezzi e metodologie?

Mariangela: Inizialmente si dava la precedenza ai congli….ma qualsiasi animale vi viene segnalato e necessiti di aiuto, facciamo il possibile per poterlo recuperare e garantirgli un futuro dignitoso.

Fino a qualche anno fa la maggiorparte di animali abbandonati o ceduti erano conigli, cavie e criceti. Gatti e cani vengono abbandonati da sempre, ma per un discorso organizzativo ce ne occupiamo solo se realmente necessario. Ultimamente le cessioni/abbandoni di cincillà e gerbilli sono aumentate in modo impressionante. Gli animali di cui ci occupiamo vengono spesso lasciati nelle cliniche veterinarie, perché non si vogliono o non si possono sostenere le spese mediche. Vengono abbandonati, liberi o chiusi in gabbiette nei luoghi più improbabili….parcheggi, parchi, giardini di proprietà, lungo le strade, fuori dalle cliniche veterinarie. Oppure veniamo contattate da privati che per i più svariati motivi non vogliono più il loro animale….allergie, nascita di un figlio, trasferimento per studio/lavoro, arrivo di un nuovo cucciolo. L’animale segnalato o ceduto viene recuperato spesso organizzando staffette se è lontano. Dopo il recupero vengono immediatamente portati presso i nostri veterinari che valutano le condizioni generali e compilano una cartella clinica, annotando eventuali patologie, terapie, vaccini o interventi che vengono fatti. L’animale viene ospitato presso le nostre abitazioni e riceverà le cure necessarie fino all’adozione.

Redazione: In quanti siete nella organizzazione anche se non di fatto e da dove provengono le risorse economiche per le operazioni di recupero e quelle molto più costose durante lo stallo dei trovatelli?

Mariangela: Come hai giustamente detto, non siamo un’associazione, ma volontari privati….cambiano le parole, ma sono uguali i fatti. Tutte le spese che vengono sostenute per recupero, visite veterinarie, interventi/vaccini e tutto quello che comporta la gestione degli animali è a carico mio. Le volontarie che collaborano con me aiutano ospitando gli animali e fornendo cibo e attenzioni. Qualche volta gli adottanti ci donano un po’ di cibo o materiali per allestire i loro habitat. Raramente, ma per fortuna qualcuno lo fa, ci aiutano anche con la donazione economica.

Cerchiamo di appoggiarci a privati o volontari che magari viaggiano per svago o lavoro, per spostare gli animali nei recuperi o per farli arrivare agli adottanti. E riceviamo in donazione cibo da chi ogni tanto vede quello che facciamo e ci vuole aiutare. Agli adottanti chiediamo sempre e solo un contributo per la sterilizzazione se è stata fatta fare da noi, tutte le altre spese veterinarie non le chiediamo.

Al momento siamo in 7, più altre volontarie “saltuarie” che ci aiutano ospitando gli animali durante le emergenze.

Redazione: Riusciresti a quantificare con numeri anche approssimativi, quanti sono gli animali abbandonati/ceduti nell’ultimo anno, distinguendoli per specie?

Mariangela: Abbiamo scelto di accogliere presso le nostre abitazioni gli animali che recuperiamo nel periodo in cui gli si cerca una casa, per questo motivo il numero è ridotto, ma ci permette di riuscire a monitorare la loro socializzazione. Nell’anno 2019, quindi ancora non concluso, abbiamo recuperato oltre 200 animali, di cui 60 criceti, 20 gerbilli, 40 cavie, 2 scoiattoli, 50 conigli, 35 cincillà.

Redazione: La vostra organizzazione ha un nome per farsi riconoscere? Come e per quanto tempo seguite i trovatelli dati in affidamento alle nuove accoglienti famiglie? Se qualcuno volesse poter fare qualcosa per voi, di cosa avete bisogno, gabbie, cibo e quale, assistenza collaborativa o cosa?

Mariangela: Il nome del nostro Gruppo è Conigli&Co. Nonostante ciascuna di noi abbia una vita oltre il volontariato e quindi molti impegni, cerchiamo di non trascurare nemmeno il “dopo” dell’adozione. Con le persone che scelgono di adottare i nostri animali, il più delle volte instauriamo un rapporto di “amicizia” dando piena disponibilità per consigli o per risolvere problematiche legate alla gestione dei piccini che si portano a casa.

Gli animali adottati, se insorge un problema dopo l’adozione, non possono essere ceduti a terzi, ma ci devono essere riconsegnati…questa è una delle prime condizioni che gli adottanti si impegnano a rispettare quando firmano il modulo di adesione.

Gli aiuti per noi sono importanti, ci permettono di affrontare le problematiche che inevitabilmente viviamo ogni giorno. Tutto serve…gli aiuti economici servono, ma va bene anche:

  • cibo: fieno, pellet specifico per le varie specie, premietti, erbette essiccate, chiaramente solo di qualità.
  • materiale per ospitarli: gabbie, recinti, voliere, casette, fieniere, ciotole, beverini, vaschette per i bagni di sabbia e sabbia, tunnel in tessuto o vimini.
  • farmaci e integratori

Ci servono persone che aiutino con gli stalli, in modo serio e responsabile, altre che trasportino gli animali durante i recuperi o nel viaggio verso l’adottante…e soprattutto ci servono persone che adottino e scelgano di accogliere che ha bisogno, regalandosi un’opportunità unica!IMG-20191022-WA0012IMG-20191022-WA0011

Associazione Italiana Cincillà

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L’AIC è stata la prima associazione per il cincillà nella storia d’Italia. Finalmente con l’aiuto di nuovi soci iscritti e volontari faremo tanto a favore dei cincillà.
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